Elogio dell’Errore

Ci vuole il coraggio di uscire dal tracciato e introdurre innovazione e creatività negli affari e nella vita.

Chissà quante volte avrete sentito un genitore o una nonna dare a un bambino il classico avvertimento “Attento, che cadi!“. Il bambino, per sua natura, ha un’impudenza che, malgrado le mille raccomandazioni perentorie dell’adulto, lo spinge a tentare gesti coraggiosi. Per fortuna.

Se egli non farà il suo tentativo, anzi, se egli non “cadrà” almeno una volta non sarà mai in grado di confrontarsi con i propri limiti e le proprie capacità, e rialzandosi di raggiungere con successo la vetta. Solo le cadute esercitano in noi la forza di recupero ed il coraggio necessario per raggiungere ogni successo.

Da sempre storia, scienza, economia procedono di errore in errore, perché senza le sviste, gli inciampi e i tranelli dell’imprevisto l’umanità non sarebbe mai progredita, anzi, probabilmente non esisterebbe neppure.

A tal proposito vi consiglio, in particolare, la lettura di un testo molto intrigante scritto da Tim Harford, giornalista di Oxford, consulente di economia: “ELOGIO dell’ERRORE” perché i grandi successi iniziano sempre da un fallimento – Ed. Sperling & Kupfer. Si tratta di un saggio di ottimo livello; un libro definito “rivoluzionario” capace di ispirare in noi un profondo cambiamento.

Nel mondo di oggi, imprevedibile e complesso, le ricette dei guru sono destinate al fallimento. La strategia vincente consiste nel risolvere i problemi dal basso, dubitare di chi ha la risposta pronta – come l’avvertimento del genitore per il bambino -, improvvisare invece di pianificare, fare piccoli passi invece di grandi balzi. Ecco, allora, che “ELOGIO dell’ERRORE” ci insegna a sbagliare, perché solo grazie alle cadute si trova la strada verso la riuscita.

Intessendo abilmente psicologia, biologia, antropologia, fisica ed economia con brillanti resoconti di lezioni “dal basso”, Tim Harford costruisce un appassionato elogio del “fallimento”, mostrandoci come gli errori nel campo della lotta al terrorismo, dei cambiamenti climatici, della povertà e delle crisi finanziarie possano ispirare nuovi modelli e soluzioni vincenti.

“Ci vuole il coraggio– suggerisce Harford – di uscire dal tracciato e introdurre innovazione e creatività negli affari e nella vita, improvvisare (adattandosi) anziché pianificare dall’alto, agire d’intuito a scapito delle regole.
Ci vuole l’impudenza di sbagliare, consapevoli che il metodo per tentativi ed errori tanto vituperato dai cosiddetti esperti è l’unica chiave per addomesticare un mondo complesso e mutevole.”

Con lo stesso titolo in libreria trovate anche un saggio scritto da Pino Aprile, in cui l’autore guida il lettore in un percorso alla scoperta del lato sbagliato delle cose, insegnandoci ad apprezzare l’arte di prendere cantonate; e un altro scritto da Vittorino Andreoli e Giancarlo Provasi, Ed. Bur Rizzoli, un’intensa riflessione sulla vera natura dell’uomo e sulla sua irripetibile fragilità.

Nota – Tim Harford (nato nel 1973) è laureato in Filosofia, Politica e Economia. Scrive per il Financial Times, nel quale gestisce la sua famosa rubrica “The Undercover Economist”, letta in tutto il mondo. Il suo primo libro, “L’economista mascherato”, ha venduto oltre 1 milione di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in circa 30 lingue. Tim Harford ha anche presentato la serie tv della BBC “Trust Me, I’m an Economist” e ora conduce un programma radiofonico della BBC “More or Less”.

Pentagramma cromatico

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